Roma - 11/07/2020
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Piattaforme contrattuali


PIATTAFORMA RIVENDICATIVA PER IL RINNOVO DEL CCNL PER GLI ADDETTI ALL’INDUSTRIA DELLE PIASTRELLE, REFRATTARI E CERAMICA.

 

11/07/2010

PREMESSA

La crisi finanziaria e dei consumi che si è manifestata nel corso degli ultimi anni a livello globale ha avuto ripercussioni particolarmente pesanti anche sull’industria delle piastrelle e dell’arredobagno nonché dei materiali refrattari, soggetta alle imprevedibili oscillazioni del prezzo delle materie prime, del mercato, al calo degli impieghi e delle esportazioni dei prodotti finiti da cui dipende gran parte della produzione. Gli effetti negativi della globalizzazione colpiscono in modo particolare l’industria delle piastrelle che deve confrontarsi a livello internazionale sia per quanto riguarda le produzioni sempre più soggette alla concorrenza dell’Estremo Oriente, soprattutto Cina, che il successivo utilizzo dei prodotti finiti.
Ciò comporta inevitabili ricadute negative sull’occupazione, sulla organizzazione del lavoro, sui processi produttivi. Sviluppi negativi che già hanno colpito i distretti produttivi specie quello dell’Emilia.
Lo scenario in cui si troverà ad operare l’industria delle piastrelle sarà caratterizzato, a giudizio della UGL Chimici, dalla necessità di significativi investimenti per modernizzare gli impianti, da un impegno sempre più incisivo nella ricerca non solo tecnica ma anche del design e delle forme, da una politica commerciale sempre più diversificata, dalla progressiva e sempre più auspicabile disponibilità di energia a costo più conveniente sia da fonti tradizionali che rinnovabili e da altre fonti energetiche strategiche atte a creare le condizioni per un costo energetico confrontabile con quello degli altri maggiori competitors. L’industria delle piastrelle infatti è energivora e quindi particolarmente condizionata dal costo dell’energia.
Le imprese delle piastrelle, a volte, si trovano nella condizione di privilegiare progetti finanziari dai risultati spesso positivi nell’immediato, ma che non producono ricchezza sociale ed occupazione. Nel contempo sono sempre insufficienti, a giudizio della UGL Chimici, i progetti di investimento sul territorio nazionale ostacolando così lo sviluppo e l’occupazione delle nostre industrie già colpite da gravi processi recessivi.
Il rinnovo del contratto nazionale, che deve inquadrarsi nell’ambito della Riforma degli assetti contrattuali introdotta il 22 gennaio 2009 e successivamente regolata con l’accordo interconfederale del 15 aprile 2009 sottoscritto dalla Confederazione UGL, dovrà essere l’occasione per mettere in atto una serie di miglioramenti per venire incontro alle aspettative del mondo del lavoro interessato alla produzione industriale della ceramica in modo che con un attento confronto tra le parti, si possa disporre di meccanismi contrattuali per affrontare le sfide industriali e le trasformazioni che inevitabilmente continueranno a presentarsi nei prossimi anni.
La UGL Chimici vuole ribadire che uno degli obiettivi primari che deve porsi il nuovo contratto di lavoro debba essere la salvaguardia e lo sviluppo dell’occupazione. Pertanto le condivise necessità di adeguamento e modernizzazione se opportunamente recepite possono concorrere ad un riposizionamento del sistema lavoro finalizzato a nuova occupazione e miglioramento della qualità della vita.