Roma - 27/09/2021
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PiTESAI: si sta concludendo la fase della consultazione pubblica


Prossimo incontro il 14 Settembre

08/09/2021

Il 14 settembre prossimo si conclude presso il Ministero della Transizione Ecologica, la fase di consultazione pubblica del PiTESAI (Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee), in seno alla procedura VAS, avente lo scopo di proteggere e prevenire l’ambiente dagli impatti antropici per l’applicazione del piano.
La consultazione sarà succeduta dalle fasi che concluderanno il percorso propedeutico alla sua attuazione (giudizio di compatibilità ambientale, decisione, l’informazione al pubblico sulla decisione ed il monitoraggio).
Il PiTESAI è lo strumento, richiamato dal PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima), di pianificazione generale delle attività minerarie sul territorio nazionale, volto a individuare le aree dove sarà possibile svolgere o continuare a svolgere le attività di ricerca, prospezione e coltivazione degli idrocarburi in modo sostenibile.
E’ una fase determinante per il futuro del settore nazionale dell’estrazione degli idrocarburi che non gode di buona salute, per l’incertezza del quadro normativo in discussione, per questioni di mercato e per la pandemia da COVID-19 in corso. Siamo convinti che nel pieno rispetto degli obiettivi fissati dalla comunità europea per il contenimento delle emissioni della C02 (una riduzione almeno del 40% delle emissioni di gas a effetto serra rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030 e neutralità climatica entro il 2050) per combattere il dannoso mutamento climatico, il PiTESAI possa costituire uno strumento per la transizione energetica del paese verso le fonti rinnovabili, sostenibile da un punto di vista ambientale, economico e sociale. Al riguardo il gas naturale occupa un ruolo riconosciuto importante.
La transizione coinvolgerà le aree nelle quali il sistema socio-economico e tecnologico è basato sulla filiera del sistema estrattivo di materie prime energetiche, le principali sono la Basilicata (dove sono concentrate concessioni estrattive su terraferma), la Sicilia, l’Abruzzo, le Marche e l’Emilia Romagna (dove sono presenti le concessioni più importanti sul mare), ma anche quei territori dove lo stesso sistema è integrato o improntato sulla filiera dei combustibili tradizionali (petrolchimici).
Per l’importanza di questi temi, per le considerevoli ricadute, per la necessità di salvaguardare la produzione nazionale, con attenzione particolare a quella strategica, ed i livelli occupazionali, chiediamo un impegno al governo, affinché si affronti la questione sociale per una giusta transizione e riqualificazione, attraverso una diversificazione ragionevole che non comporti traumi al sistema del lavoro e perdite di posti di lavoro e professionalità.
Manifestiamo la nostra disponibilità a partecipare alle sessioni sul tema per permetterci di formulare le nostre proposte rispetto alle decisioni da intraprendere. Saremo comunque parte attiva per influenzare le scelte sull’argomento secondo l’indirizzo indicato.

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