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Permessi al personale Enel per vaccinazioni COVID 19


Le ore donate dai lavoratori e dall'azienda utilizzate a questo scopo

08/06/2021

Enel ci ha comunicato nell’ultima riunione congiunta che ha utilizzato permessi retribuiti per le vaccinazioni, attinti però dal monte ore donato dai dipendenti e dall’azienda, in base all’accordo del 20 marzo 2020. Questa prassi formalizzata nei sistemi informatici della Società, senza però alcun accordo sindacale, ci appare quantomeno creativa e bizzarra, perché svilisce il valore solidaristico dell’accordo; un accordo da noi fortemente voluto e poi promosso tra i Lavoratori. Enel, così facendo, sostanzialmente toglie ai Lavoratori ed alle Lavoratrici di Enel con la mano sinistra quello che prima aveva offerto con la destra. Abbiamo già espresso le nostre rimostranze all’azienda vista l’assenza di uno specifico accordo sindacale, utile e necessario a sostanziare giuridicamente la proposta che ci era stata fatta. I permessi per le vaccinazioni, infatti, sono stati regolarizzati da Enel in modo autonomo, con un codice ad hoc nei sistemi di rilevazione della presenza, attingendo però al residuo del monte ore donato rimasto e non come un normale “permesso retribuito”, così come sarebbe stato più logico, semplice, equo e giusto. Peraltro, era stato anche firmato il protocollo tra Governo, imprese e sindacati, dove si apriva la possibilità per le aziende di vaccinare direttamente i propri dipendenti (e familiari) anche in azienda, ovviamente su base volontaria, consapevole ed informata, ora operativo dal 03 giugno. Inoltre, molte aziende hanno già predisposto permessi retribuiti per i loro dipendenti che scelgono di vaccinarsi contro il Covid19, a differenza della scelta gestionale di Enel. Insomma, la scelta di Enel di usufruire di quel monte ore nato per motivi specifici, lede - a nostro avviso - diritti e consuetudini ormai patrimonio delle corrette relazioni industriali. Pertanto, a fronte di quanto ormai evidenziato e stigmatizzato, le nostre Federazioni esprimono il loro sconcerto e profondo disaccordo, manifestando il proprio dissenso su tale scelta, che offende ogni lavoratore Enel: sia chi ha donato le proprie ferie e festività abolite ad altri lavoratori, sia i lavoratori che utilizzano i permessi per finalità che dovrebbero essere garantite dall’azienda stessa o dall’INPS. Il nostro intento è quello di migliorare e semplificare i percorsi, non di renderli più astrusi e tortuosi, vanificando quello che di buono eravamo riusciti ad ottenere.

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