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Eni: riavvio attività impianti perforazione


Nei giorni scorsi l'incontro con l'azienda

30/05/2021

Nei giorni scorsi, si è tenuto un incontro presso ENI, in modalità videoconferenza, fra i Rappresentanti delle Risorse Umane dell’ENI, il Direttore del Distretto Centro Settentrionale ENI di Marina di Ravenna e la delegazione dell’organizzazione sindacale UGL Chimici, in merito al riavvio delle attività dell’impianto di perforazione tipo jack Up nell’offshore dell’indicato Distretto. Di seguito si riportano i principali temi illustrati da ENI durante la riunione:
• Conferma dell’importanza del gas naturale come fonte di energia per la transizione ecologica ed energetica per la sua bassa impronta carbonica e dell’impegno per la sua estrazione.
• E ‘stato comunicato che gli assets di produzione degli idrocarburi facenti capo a Crotone sono stati integrati nel Distretto Centro Settentrionale ENI
• Programmato riavvio dal mese di luglio 2021 dell’impianto di perforazione di tipo jack Up, nell’offshore del Distretto Centro Settentrionale dell’ENI per lo svolgimento dei lavori di ottimizzazione della produzione, come la manutenzione dei pozzi esistenti, utili a compensare la riduzione della produzione per il depletamento naturale dei giacimenti, affiancandosi agli altri lavori (rigless) sui pozzi per il medesimo scopo. L’impianto, fermato dal mese di marzo 2020 e messo in stand by come misura adottata per fronteggiare l’emergenza sanitaria dovuta al COVID-19, sarà impiegato anche per eseguire le chiusure minerarie, la realizzazione dei pozzi per l’iniezione della CO2. Il personale operante sul citato impianto secondo la turnazione accordata dovrà seguire le prescrizioni del piano di emergenza sanitaria aziendale e sarà sottoposto al test per COVID-19, prima della salita a bordo ed in discesa dallo stesso. La materia sarà trattata più dettagliatamente a livello locale.
• E’ prossimo l’avvio dell’iter autorizzativo del progetto pilota per la cattura e lo stoccaggio del diossido di carbonio (CCS).
• L’incremento dei canoni sulle concessioni minerarie dal 2019 ed il ripristino dell’Imposta immobiliare sulle piattaforme marine (IMPi) incidono sul bilancio aziendale.
• Per il contenimento dei costi nello specifico di manutenzione sono in corso di realizzazione i progetti di ottimizzazione impiantistica delle piattaforme offshore di produzione (n. 7 completati nel 2020, n. 7 da realizzare nel 2021 ed altri n. 28 programmati negli anni successivi fino al 2024) e di esclusione di alcune parti di impianti inutilizzati presenti nelle centrali di trattamento a terra.
• E’ previsto l’inizio di una campagna di smantellamento di alcune strutture offshore una volta concluso l’iter autorizzativo, che permetterà una riduzione dell’impatto dovuto alla reintroduzione dell’IMPi.
• Comunicato l’impegno sulla esecuzione delle verifiche di “assets integrity” sugli impianti utili per gli interventi nelle attività di sensibilizzazione HSE dei lavoratori.
La delegazione della UGL Chimici ha valutato positivamente il riavvio dell’impianto di perforazione nell’offshore del Distretto Centro Settentrionale per sostenere la produzione di gas naturale, per il suo ruolo ed ha manifestato l’importanza di un aumento dei progetti per il mantenimento del livello produttivo, per permettere una occupazione stabile, sia diretta che indiretta. Per scongiurare una riduzione dei posti di lavoro. Condizione già accaduta nell’indotto causando anche perdita di professionalità. Va considerato comunque che il livello occupazionale va tarato anche sulla base del necessario presidio sulle attività che non hanno un ritorno economico (decommissioning, bonifiche, ecc..) e delle dimensioni del perimetro dell’unità. Per quanto riguarda i progetti di ottimizzazione è stata sottolineata l’importanza del mantenimento di un adeguato livello di sicurezza, e la necessità di gestire, senza traumi, gli eventuali cambiamenti organizzativi. Si invita la società ad effettuare ulteriori sforzi per Il riutilizzo delle strutture non produttive sia a terra che a mare per essere impiegate per la produzione di energia da altre fonti energetiche e per l’economia circolare. La nostra organizzazione continuerà a dare il proprio contributo fattivo su tutti i livelli, intraprendendo le azioni necessarie, così come accaduto recentemente per la predisposizione del documento sulle osservazioni sul rapporto preliminare del PiTESAI con la Camera di Commercio, le Associazioni delle imprese, le Associazioni sindacali e gli Enti locali di Ravenna, per sostenere il settore della produzione del gas naturale, che ha tutti i requisiti per svolgere il ruolo che gli spetta nella transizione ecologica ed energetica del paese, in forma responsabile senza compromettere il percorso per contrastare il mutamento climatico e per il raggiungimento della neutralità carbonica al 2050.

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