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Fermare il disimpegno Eni in Sardegna


E' stato il tema dell'incontro organizzato dal Mise

09/11/2020

Su convocazione del MISE, si è svolto l’incontro tra i vertici di Eni, Eni Rewind, e le Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative. Presenti ad un unico tavolo di discussione anche la Sindaca di Assemini e ovviamente la Segreteria del Sottosegretario di Stato per chiarire la posizione di Eni nel territorio di Macchiareddu in Sardegna. Assente la Regione Sardegna che ha comunicato di non voler partecipare al tavolo organizzato dal MISE in seguito all’atteggiamento assunto da Eni nel voler tacere la paventata cessione dello stabilimento di Assemini. Dopo aver ascoltato l’A.D. di Eni Rewind che ha tentato di spiegare l’evoluzione dell’interesse mostrato recentemente, a Suo dire, da parte di alcune aziende del settore, ma non ha sconfessato di fatto l’intento di una eventuale cessione del ramo d’azienda del cloro soda. Ha anche dichiarato che, nonostante gli investimenti effettuati in questi ultimi anni, il sito produttivo in questione è costantemente in perdita per 8 M €/anno. In prima battuta i sindacati si sono espressi all’unisono con contrarietà circa le intenzioni di Eni di cedere il reparto produttivo ad un player privato del mercato, del quale si conoscono solamente indiscrezioni in quanto non appare in alcun documento ufficiale, e che potrebbe risultare non idoneo e non avere basi economiche solide tali da poter garantire continuità alla produttività del sito, tanto meno un processo di investimento in competitività e digitalizzazione. La scrivente Segreteria, e il nostro Segretario Provinciale di Cagliari intervenendo nella discussione, hanno ricordato le varie occasioni in cui Eni ha più volte promesso di voler investire nel territorio sardo ma ha sempre disatteso almeno in parte gli accordi condivisi, sottolineando come l’atteggiamento fin qui avuto da Eni di non informare preventivamente su eventuali vendite di parte del patrimonio industriale nel territorio sardo senza coinvolgere le parti sociali, mina fortemente le buone relazioni che sono invece sempre state un punto forte del dialogo tra Azienda, sindacati e lavoratori. E’ stato ribadito che Il reparto cloro-soda è una porzione di industria che coinvolge altre realtà produttive del territorio, di conseguenza l’impatto di una cessione si estenderebbe anche su altre aziende del cosiddetto indotto mettendo a rischio il lavoro di un numero indeterminato di operatori del settore. Anche le Istituzioni locali rappresentate della Sindaca di Assemini, ha dichiarato di essere sorpresa negativamente dal fatto di non esser stata minimamente informata delle trattative in corso e di essere fortemente preoccupata per quei lavoratori che in questo momento vivono in spasmodica attesa di ricevere garanzie per il posto di lavoro. La Sottosegretaria del MISE, ha chiuso l’incontro invitando l’Eni ad accogliere la richiesta delle OO.SS. di congelare le trattative in corso, di istituire invece dei tavoli appositi per valutare la riconversione del sito di Macchiareddu, con nuovi progetti industriali e di continuare ad investire nel territorio, e di attivare un confronto fattivo, nell’interesse dei lavoratori sardi e di tutto il territorio, confermando la propria disponibilità a presenziare i futuri incontri.

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