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Smart Working in Eni: proroga a condizioni certe


Ieri l'incontro tra i sindacati ed i vertici dell'azienda

17/09/2020

Ieri si è tenuto un incontro in modalità web tra la scrivente Segreteria, ed i vertici di Eni. La
riunione ha avuto come tema lo Smart Working che continuerà ad essere adottato fino al
15 ottobre, parallelamente ai Decreti Ministeriali fin qui posti in essere. E’ stata
un’anticipazione di ciò che verrà poi trattato approfonditamente in un ulteriore incontro
che si terrà presumibilmente ad inizio prossima settimana.
L’Azienda ci ha illustrato i dati relativi all’utilizzo del Lavoro Agile e dei vari step messi in
atto fino ad ora, tenendo conto dei vari DPCM che si sono susseguiti da marzo, e che sono
stati ampiamente rispettati, fornendo risultati concreti relativamente al distanziamento
sociale ed alla limitazione dei contagi.
Il sussistere del Lavoro Agile ovviamente dipenderà dalle nuove disposizioni ministeriali,
che verranno rese note a ridosso del 15 ottobre, ma non vogliamo farci trovare
impreparati di fronte qualsiasi scenario venga poi proposto dalle Istituzioni.
Premesso che, in coerenza col fatto che il mondo del lavoro sta cambiando, riteniamo che
lo Smart Working possa essere una buona base di partenza per una modalità di lavoro, che
possa essere strumento opzionabile e strutturato in Azienda.
Abbiamo dato un’apertura a questa possibilità, ponendo sul tavolo molti punti
d’attenzione, e richiedendo alcuni elementi che riteniamo imprescindibili quali:
applicazione su base volontaria; che vengano garantite le stesse tutele di chi lavora nelle
sedi, sia in termini di valutazione professionale, sia per ciò che riguarda il corretto utilizzo e
la dotazione di strumenti lavorativi; regolamentazione degli orari di lavoro con diritto alla
disconnessione; obiettivi lavorativi definiti e misurabili; che vengano previsti dei rimborsi
per la copertura delle spese sostenute quali rete internet, elettricità; rimborso in denaro o
equivalente dei buoni basto; che il rientro in sede debba essere regolato tra il lavoratore e
la linea, tenendo conto anche di eventuali casistiche (appartenenza ad una platea con
conclamate problematiche).
Riteniamo che senza questi elementi non ci possa essere un accordo per un eventuale
semplice prolungamento in Azienda dello Smart Working, se non in presenza di una
proroga della disposizione ministeriale che sancisca la prosecuzione dello stato
d’emergenza. Ribadiamo di essere d’accordo che nel prossimo futuro debba attuarsi in
Azienda una nuova modalità di lavoro, che non dovrà essere la modalità attuata durante il
periodo emergenziale, bensì dovrà avere normative e regole ben precise e che, certamente
non potrà essere a discapito dei lavoratori.