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Preoccupazione per il futuro della Baritech


E' quanto espresso dall'UGL Chimici al termine dell'incontro

25/07/2020

Si è svolto l’incontro convocato in videoconferenza dal Ministero dello Sviluppo Economico inerente il sito Baritech srl di Bari per fare il punto sul piano produttivo messo a punto dalla società Business Creation Investments dopo l’acquisizione delle produzioni Ledvance nel settore dell’illuminazione. All’incontro ha partecipato la Segreteria Nazionale UGL Chimici rappresentata da Eliseo Fiorin unitamente alla Segreteria Provinciale UGL Chimici nella persona di Filippo Caldara. Lo scorso 18 giugno sempre presso il MISE era stato annunciato un piano che prevedeva una diversificazione produttiva, oltre alle attuali produzioni di lampade era stato comunicato un importante investimento per la produzione di “Meltdblown” un tessuto speciale di
propilene che viene impiegato come filtrante nella produzione di mascherine facciali, inoltre lo sviluppo di un processo di produzione di lampade innovative Biovitae e la possibilità di una produzione di materiali ad uso medico chirurgico. Nel piano che doveva essere dettagliato oggi è invece emersa una realtà dissonante con quanto annunciato in precedenza e la UGL Chimici ha evidenziato la propria preoccupazione sul futuro dei lavoratori in quanto è prevista una rapida diminuzione della produzione di lampade negli anni 2021 e 2022 fino ad esaurirsi, con accordi ancora in via di definizione tra BCI e Ledvance, e un
avvio di produzione da settembre di meltblown senza che i lavoratori non abbiano attualmente ricevuto una adeguata formazione per lavorare alla produzione stessa. Inoltre è stato annunciato che non è più previsto l’investimento che aveva suscitato più interesse ai fini della continuità produttiva, quello delle lampade Biovitae, adducendo tale decisione ad un generico problema di costi produttivi. La UGL Chimici ha condiviso la proposta del Ministero di aggiornarci con un ulteriore incontro nel mese di settembre in modo da avere risposte più puntuali e che possano essere propedeutiche ad un piano industriale serio e proiettato nel futuro per la sicurezza lavorativa degli oltre 170 dipendenti.

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