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La Baritech produrrà meltblown per mascherine


L'Ugl Chimici chiede la presentazione di un piano industriale futuro

19/06/2020

Accordo raggiungo alla Baritech di Modugno per la produzione di Meltblown, tessuto non tessuto prodotto con il polipropilene utilizzato come strato filtrante per le mascherine chirurgiche. È quanto emerso dal vertice tra azienda, sindacati e Ministero dello Sviluppo Economico tenutosi ieri. Con l’emergenza sanitaria, il fondo economico BCI, dopo diversi annunci rimasti tali, ha accettato la proposta del commissario straordinario Arcuri dando vita ad una svolta produttiva. Investiti 7 milioni di euro in macchinari che partiranno il prossimo 25 Giugno dalla Cina con la produzione che si protrarrà per i successivi 18 mesi. Proprio su questo punto sorgono le perplessità del segretario provinciale dell’UGL Chimici Bari Filippo Caldara: “Siamo felici per l’inizio di questa nuova fase – sottolinea – ma altrettanto perplessi per una durata così breve del contratto che non lascia tranquilli i 168 dipendenti dello stabilimento barese. Vero che la produzione di mascherine risponde oggi ad un'esigenza che domani potrebbe non esserci più, ma proprio per questo motivo occorre guardare già oltre. Restano in piedi il progetto Biovitae, lampade a led, per la sterilizzazione batterica degli ambienti, per il quale ci sono i macchinari, ma non le certificazioni e il Remaker, generatore di acqua ottenuta filtrando l'aria”. La produzione attuale di lampade finirà per contratto a fine anno e per il futuro si attende: “Abbiamo bisogno di conoscere se effettivamente esiste un piano industriale che, più volte annunciato – sottolinea Caldara – non è stato mai presentato. Ci hanno detto che a metà luglio lo conosceremo, aspettiamo fiduciosi dopo i vari annunci non rispettati”. Intanto per la produzione di Meltblown verranno impiegati 100 operai su 3 turni per l’intera settimana, anche il week-end, e verrà attinto anche al bacino dei somministrati: “Siamo contenti per questa boccata d’ossigeno ma – sottolinea il l’esponente della Segreteria Nazionale Enzo Valente – è indispensabile conoscere i programmi industriali futuri, quali ricadute avranno sia dal punto di vista occupazionale che economico”.