Roma - 29/09/2020
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Il Segretario Ulgiati in audizione su DEF 2020 presso le commissioni riunite del Bilancio Camera e Senato


Tardivi gli interventi del Governo contro la crisi. Ecco le proposte del sindacato

29/04/2020

“La crisi economica determinata dalla pandemia, accentua il ritardo con il quale il governo italiano ha posto in essere misure di sostegno a famiglie e attività economiche. Questo avrà un impatto devastante”. Lo ha detto Luigi Ulgiati, vicesegretario generale Ugl, nel corso dell’audizione nelle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato. “Il 42% degli italiani – ha continuato – si trova in una condizione caratterizzata da gravi problemi economici. Le persone in condizione di povertà assoluta potrebbero arrivare a 10 milioni. È una grave situazione di emergenza, anche alimentare, e c’è un pericolo di dispersione scolastica. C’è la necessità di riattivare al più presto i tavoli di confronto avviati. L’Ugl è profondamente preoccupata per la sottovalutazione del governo e dell’Europa in merito all’impatto sull’economia. Abbiamo giudicato tardivi gli interventi. La ripartenza – ha aggiunto – dovrà essere accompagnata dalla sicurezza per i lavoratori e da un grande sostegno economico. La misura minima da adottare è il rafforzamento dei congedi parentali, oltre agli altri strumenti.
Neanche il decreto legge 23/2020, il cosiddetto Liquidità, convince.
Alle imprese è fondamentale garantire la necessaria liquidità, obiettivo non raggiunto con il decreto che si limita ad offrire delle garanzie sui prestiti erogati dal sistema creditizio, da restituire, peraltro, in soli sei anni.
Da una nostra prima stima, le imprese che potranno accedere al prestito garantito – e che saranno nelle condizioni di restituirlo nei sei anni – saranno al massimo 1,8 milioni, cioè il 41% delle attività produttive italiane.
Resterebbero escluse in particolare tutte le aziende che avevano, già prima della crisi, sofferenze bancarie e che sono esplicitamente escluse dal decreto. Inoltre anche quelle ammissibili ai finanziamenti non è detto che siano disponibili ad indebitarsi ulteriormente davanti ad uno scenario incerto con il rischio di contrarre nuovo debito solo per pagare oneri fiscali e previdenziali congelati dai primi provvedimenti.
L’Unione Generale del Lavoro ha continuato ad insistere sulla adozione di una sorta di rinnovato Piano Marshall, capace di mobilitare risorse reali per 500 miliardi per assicurare la liquidità alle imprese, per estendere gli ammortizzatori sociali, per rilanciare il piano infrastrutturale – i lavori di realizzazione del Ponte Morandi dimostrano che è possibile operare bene e velocemente.
La ripartenza dovrà essere accompagnata da due fattori: dalla sicurezza per gli operatori e da un forte sostegno economico sia sul versante delle imprese che su quello del consumatore, tenendo peraltro conto della necessità di tutelare le persone più deboli ed assicurando il maggior impiego possibile degli strumenti di conciliazione per evitare ricadute negative, in particolare sull’occupazione femminile.
Le donne sono infatti maggiormente esposte, sia per i settori coinvolti che per la prolungata chiusura delle scuole e per la verosimile difficoltà di garantire dei servizi per l’infanzia e l’adolescenza nel periodo estivo.
La misura minima da adottare è quella del rafforzamento dei congedi parentali, oltre a tutti gli altri strumenti di legge e contrattuali volti ad agevolare il lavoro da remoto. L’Unione Generale del Lavoro, oltre ad aver contribuito alla ricalibrazione e all’aggiornamento del Protocollo condiviso sottoscritto il 24 aprile integra il precedente ha anche sottoscritto accordi specifici nelle aziende e con diverse altre associazioni di categoria,
particolare attenzione va posta:
- alle norme a garanzia della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro in previsione della riapertura delle attività;
- alla gestione della conciliazione dei tempi lavoro/famiglia;
- all’organizzazione che le città, le comunità che i territori si daranno per fissare le regole di fruizione dei servizi da parte dei cittadini;
- al rischio di perdita di lavoro in relazione ad una crisi sistemica.
In linea generale, l’Ugl, a sostegno della famiglia e delle pari opportunità di genere, propone:
- L’adozione del Quoziente Familiare come indicatore del carico familiare delle partite IVA e dei lavoratori autonomi richiedenti il contributo previsto dal D.L. “Cura Italia” (e successive deliberazioni), con l’aumento del contributo proporzionato alla composizione della famiglia.
- L’accelerazione del riordino e sistematizzazione delle politiche di sostegno alle famiglie con figli e dell’incremento del Fondo “Assegno universale e servizi alla famiglia”;
- L’attivazione, al più presto e comunque prima della fine dell’anno in corso, dell’assegno universale per i figli;
- L’aumento della durata del congedo parentale fino alla riapertura delle scuole, con incremento di aliquota di copertura del salario fino al 70% del valore stesso, in base anche all’Isee del nucleo familiare;
- Lo snellimento delle norme riguardanti la disciplina dell’obbligatorietà delle causali nel rinnovo dei contratti per favorire il rinnovo degli stessi, al fine di non rischiare che le fasce più deboli, tra cui le donne con contratti di lavoro accessorio e occasionale, possano essere licenziate a causa della crisi in atto o siano impossibilitate ad accedere agli ammortizzatori sociali disponibili;
- L’accelerazione della ratifica della Convenzione ILO 190/2019 da parte dell’Italia contro la violenza e le molestie sui luoghi di lavoro - Inclusione della violenza e delle molestie, come pure dei rischi psicosociali correlati, alla gestione della salute e della sicurezza sul lavoro;
- Il riconoscimento di un voucher da utilizzare da parte delle famiglie per l’acquisto di servizi turistici, con rafforzamento delle attività di promozione del turismo nazionale, attraverso un’azione di coordinamento dei diversi soggetti che promuovono l’Italia nel mondo quale destinazione turistica;
- Il sostegno alle case famiglia per donne maltrattate, supporto alle ospiti e ai loro figli una volta usciti dal periodo di emergenza.
- L’estensione rafforzamento degli ammortizzatori sociali e dei bonus previsti dal decreto legge 18/2020, attraverso il riconoscimento iniziale di almeno 18 settimane di ammortizzatori sociali e di assegni di integrazione, con l’avvertenza che, perdurando la crisi, gli stessi strumenti potrebbero essere estesi a tutto il 2020.
Aiuti per la famiglia
- Per i prossimi provvedimenti del Governo dovrebbe essere prevista l’introduzione di un bonus per le famiglie con figli fino all’età di 14 anni. Si popone di estendere l’assegno di natalità, previsto al momento per i nuovi nati del 2020, a tutti i figli minori di 14 anni. Il bonus figli varierà in base al reddito Isee del nucleo familiare.
- L’Ugl infine propone, l’adozione di accordi/contratti di comunità per la realizzazione di programmazioni territoriali per far fronte alle problematiche di diversa organizzazione di vita a cui saremo costretti dalla crisi epidemiologica e dalle fasi successive alla prima. Le OO.SS. nella programmazione, come rappresentanza sociale, contribuiranno ad una lettura dei bisogni collettivi e a “riconnettere” il welfare territoriale con quello aziendale, condividendo insieme alle Istituzioni e agli Enti del Terzo Settore le differenti esigenze di vita quotidiana delle persone, le modalità e gli strumenti per favorire l’accesso e l’utilizzo dei servizi cittadini con attenzione specifica ai nuovi tempi di lavoro e alla specifica situazione delle fasce sociali più fragili, la mobilità urbana sostenibile con specifica attenzione all’impatto della mobilità lavorativa/scolastica”.