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Decreto emergenza Covid-19, da Governo incertezza e confusione


Il “Cura Italia” non risolve i veri problemi del paese

19/03/2020

Più che un Decreto “Cura Italia” sembra una vera e propria nuova legge di bilancio che però non considera in modo adeguato il vero problema che sta attraversando il Paese.
In questo momento drammatico avremmo auto bisogno di 4 o 5 misure chiare, che potessero realmente sostenere i lavoratori e le imprese. Abbiamo invece ricevuto ben 127 articoli che cercano di dare risposte a tutto e a tutti, ma che in realtà complicano le norme, anche le più semplici.
Ci ripetono continuamente che non dobbiamo avere contatti con altre persone per limitare l’espandersi del virus e allora innanzi tutto avremmo dovuto limitare al minimo le attività lavorative. Infatti se da una parte si capisce che i servizi essenziali e gli approvvigionamenti devono essere garantiti, ben altro discorso doveva essere fatto per le altre produzioni di beni e servizi non essenziali. Avremmo avuto una circolazione di persone decisamente più limitata e ciò avrebbe anche contribuito ad attenuare la carenza dei dispositivi di protezione individuale, oggi introvabili. I permessi previsti nei congedi parentali sono insufficienti sia come monte ore che come garanzia retributiva. Inoltre è una vera elemosina e mortificante il gettone presenza per chi ha lavorato nel mese di marzo. La CIGO non sarà immediatamente esigibile e molti lavoratori, se non ci sarà l’anticipo da parte delle aziende, potranno avere il ristoro economico solo dopo diversi mesi, la CIG invece sembra non avere le coperture economiche sufficienti al reale fabbisogno. Infine, quanto previsto dal DL 23 febbraio 2020 sulla quarantena, non potrà essere applicato in base al nuovo Decreto ai lavoratori dei settori dell’industria farmaceutica e biomedicale, ciò oltre a mettere in discussione il diritto alla salute, rischia di contribuire in modo pesante alla diffusione del virus. A tal proposito per evitare potenziali contagi nei luoghi di lavoro, dovranno essere messi in atto adeguati strumenti sia di protezione che di verifica della salute e se necessario anche attraverso appositi tamponi. Come Ugl siamo impegnati da sempre a garantire il diritto al lavoro e alla salute, ma ancor di più, in questo particolare momento è indispensabile essere tutti impegnati a trovare soluzioni, affinché si possano evitare contagi nei luoghi di lavoro e ripercussioni sui livelli occupazionali e salariali.
Il nostro impegno continua in tutti i luoghi di lavoro insieme agli RSU, attraverso i Comitati Paritetici ormai costituiti in tutte le aziende, per garantire un confronto con le imprese, per individuare soluzioni non sempre garantite dal Decreto, e saremo altresì impegnati a sollecitare tutte le forze politiche affinché possano essere apportate modifiche e migliorie al testo durante l’analisi che avverrà a breve in Parlamento.
Vogliamo continuare a salvaguardare l’Italia e gli italiani.

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